← Tutti gli articoli
NIS2: Backup e Cyber Resilienza con Iperius
Adeguamento alla Direttiva NIS2: Backup e Cyber Resilienza con Iperius

Per chi va di fretta
- La Direttiva NIS2 impone stringenti requisiti di cybersicurezza: piani di Business Continuity/Disaster Recovery, gestione dei backup con ridondanza e crisis management sono obbligatori. In gioco ci sono sanzioni fino a 10 milioni di euro o il 2% del fatturato per le aziende essenziali, oltre a possibili responsabilità personali dei dirigenti.
- Backup e resilienza operativa sono centrali: NIS2 richiede copie di backup sicure, offline e geograficamente distanti dal sito principale, con adeguata crittografia e controllo accessi. L’obiettivo è garantire continuità operativa anche sotto attacco (ransomware, data breach, ecc.) e ridurre al minimo perdite di dati e fermi macchina.
- Iperius Backup Suite: soluzione chiave per la conformità NIS2: supporta backup ibridi e multi-cloud (locale, NAS, cloud pubblici e privati), backup immutabili (Object Lock su S3, WORM su tape, backup air-gapped), applica la regola 3-2-1 (copie ridondanti anche off-site), esegue disk image e backup di VM e di database automatici per un disaster recovery rapido. Tutto con cifratura AES 256 bit, formati standard (no vendor lock-in) e piani di archiviazione cloud su data center europei certificati ISO 27001.
- Sicurezza proattiva e costi ridotti: Iperius offre una console centralizzata per monitorare backup e sicurezza IT in tempo reale, licenze perpetue (no canoni annui) e un TCO contenuto per facilitare l’adeguamento a NIS2. Il risultato è una maggiore resilienza contro ransomware e minacce avanzate, assicurando continuità operativa e conformità normativa.
Scarica e prova subito Iperius Backup
NIS2: nuovi obblighi UE su cybersecurity e business continuity
La nuova Direttiva NIS2 (Network and Information Security 2) rappresenta un salto di qualità nelle normative europee sulla cybersicurezza. In vigore dal 2024, impone a un ampio spettro di aziende (non solo infrastrutture critiche ma anche molti settori industriali e fornitori ICT) di adottare rigorose misure di sicurezza informatica. L’obiettivo è garantire un elevato livello comune di protezione contro gli attacchi cyber in tutta l’Unione Europea.
Tra le disposizioni chiave di NIS2 vi sono: l’implementazione di un efficace Cybersecurity Risk Management, misure di sicurezza tecniche e organizzative (es. controllo accessi, monitoraggio reti, piani di risposta agli incidenti), notifica tempestiva degli incidenti (entro 24 ore una notifica iniziale, report dettagliato entro 72 ore) e gestione della supply chain. Inoltre, la Direttiva introduce una forte accountability del top management: i dirigenti possono essere ritenuti direttamente responsabili in caso di non conformità, con pesanti sanzioni pecuniarie e persino sospensione delle attività in casi gravi. Per le “Essential Entities” (es. energia, trasporti, sanità, finanziario) le multe possono arrivare a 10 milioni di euro o 2% del fatturato annuo, e fino a 7 milioni o 1,4% per le altre entità importanti.
Business continuity e resilienza sono principi cardine della NIS2. La normativa richiede infatti che le organizzazioni sviluppino e mantengano un Piano di Continuità Operativa (BCP) e di Disaster Recovery (DR), da attuare in caso di incidenti cyber. Questo piano, basato su una valutazione dei rischi, deve definire ruoli, procedure di emergenza, priorità di ripristino e risorse necessarie (inclusi backup e sistemi ridondanti). In parallelo, NIS2 impone di predisporre un piano di gestione delle crisi cyber, con team e procedure dedicati per rispondere in modo coordinato a incidenti di gravità elevata (ad esempio attacchi che compromettono continuità operativa, dati o reputazione).
Backup e protezione dei dati: requisito indispensabile di NIS2
Al cuore della Direttiva NIS2 vi è il riconoscimento che disaster recovery e backup non sono optional, ma componenti essenziali della resilienza aziendale. La norma esplicitamente richiede alle entità di conservare copie di backup dei dati, mettendo a disposizione risorse e infrastrutture sufficienti a garantire un livello adeguato di ridondanza. In pratica, ciò significa adottare solide strategie di backup che assicurino che i dati critici siano duplicati e al sicuro in più luoghi, pronti per il ripristino in caso di necessità.
NIS2 prescrive che i piani di backup includano specifici parametri: bisogna definire i tempi di ripristino (RTO) accettabili, verificare regolarmente la completezza e integrità delle copie (anche per dati su cloud), e – punto fondamentale – mantenere backup offline o off-site in posizioni sicure, fuori dalla rete principale e sufficientemente distanti geograficamente dal sito primario. Questo approccio garantisce che, in caso di disastro fisico o attacco mirato (come ransomware), esistano copie intatte dei dati isolated dall’evento. Inoltre, la Direttiva richiede che tali backup siano protetti da misure di sicurezza robuste, inclusa la crittografia dei dati e controlli stretti sugli accessi fisici e logici alle copie. Infine, viene posto l’accento sulla capacità di ripristino: le organizzazioni devono testare periodicamente il recupero dai backup e assicurarsi che i dati possano essere effettivamente ripristinati entro gli obiettivi prefissati. In sintesi, backup, ridondanza e tempi di recupero diventano KPI di conformità.
Queste misure non sono mera burocrazia, ma rispondono a minacce concrete. Ransomware, in particolare, è citato tra le cause dell’aumento di incidenti gravi: nel 2023 si è registrato un incremento del 50% degli attacchi ransomware nella prima metà dell’anno. Tali attacchi possono paralizzare un’azienda, cifrando server e dati critici. Senza un backup valido, l’alternativa è pagare riscatti esorbitanti con esito incerto. Basti pensare che, secondo le statistiche, oltre un terzo delle organizzazioni subisce ransomware ogni anno, e di queste circa 32% finisce per pagare un riscatto – ma recuperando in media solo 65% dei dati sottratti. Ancora più preoccupante, solo nel 57% dei casi le vittime riescono a mitigare l’attacco ripristinando i dati dai backup. Questo significa che quasi la metà delle aziende colpite non disponeva di backup sufficientemente robusti o recenti, oppure non è riuscita a usarli per un recupero completo. La perdita di dati e l’interruzione operativa prolungata sono tra le conseguenze più serie di questi scenari.

Impatto di un attacco ransomware secondo un sondaggio 2024: oltre agli upgrade di sicurezza necessari (15%), le aziende riportano impatti su fiducia dei clienti (13%), perdite finanziarie (13%) e significative perdite di dati (9,8%), con conseguenti danni operativi e reputazionali.
Alla luce di ciò, l’adeguamento a NIS2 va di pari passo con l’adozione delle best practice di backup e disaster recovery. Ad esempio, viene caldamente raccomandata la regola 3-2-1: mantenere 3 copie dei dati (l’originale più due backup), su 2 supporti differenti (es. disco locale e cloud) di cui almeno 1 off-site. Questa strategia multi-copia garantisce che un singolo evento non possa compromettere tutte le copie dei dati. Allo stesso tempo, va perseguita la resilienza dei backup: conservare almeno una copia immutabile (non alterabile o cancellabile) e/o offline; applicare crittografia forte (es. AES 256 bit) per prevenire accessi non autorizzati; e monitorare costantemente lo stato dei salvataggi. In sostanza, backup = sicurezza: è una delle difese più efficaci contro ransomware e disastri, e NIS2 la eleva a obbligo normativo.
Iperius e NIS2: tutte le soluzioni per la conformità e la continuità operativa
Come possiamo tradurre i requisiti di NIS2 in azioni concrete? Iperius Backup – la suite completa di prodotti per backup e data protection di Enter Srl – rappresenta una risposta efficace e immediata. Grazie a un set di funzionalità avanzate, Iperius aiuta le aziende a soddisfare gli obblighi di legge rafforzando al contempo la propria resilienza informatica. Di seguito esaminiamo i principali vantaggi tecnici e strategici offerti da Iperius in ottica NIS2.
➤ Backup ibridi e multi-cloud su servizi sicuri: Iperius supporta nativamente strategie di backup flessibili, combinando destinazioni on-premises e cloud. È possibile salvare i dati simultaneamente su storage locali (dischi, NAS, SAN), unità di rete, nonché su cloud pubblici (come Amazon S3, Microsoft Azure, Google Drive) e cloud privati o proprietari. Questa architettura ibrida consente di implementare facilmente la regola 3-2-1, mantenendo copie in luoghi fisicamente separati. Ad esempio, un backup aziendale può risiedere su un NAS locale per ripristini rapidi e operational recovery, e al contempo su un datacenter cloud sicuro per far fronte a disastri sul sito principale. Tutti i trasferimenti verso il cloud avvengono tramite connessioni cifrate (HTTPS/SSL) e su servizi con elevati standard di sicurezza e ridondanza geografica, garantendo che la copia remota sia sempre disponibile e protetta. In ottica NIS2, ciò significa backup off-site automatizzati e conformi, senza doversi affidare a processi manuali. I dati critici restano al sicuro anche in caso di incendio, alluvione o furto presso la sede locale, soddisfacendo il requisito di conservare copie in luoghi sicuri e distanti.
➤ Backup immutabili e air-gap (Amazon S3 Object Lock, Tape WORM): Una delle funzionalità più apprezzate di Iperius è la possibilità di creare backup a prova di manomissione. La suite supporta infatti l’Object Lock di Amazon S3, che consente di rendere immutabili gli oggetti salvati sul bucket per un periodo definito: nessuno, nemmeno un amministratore, potrà modificarli o cancellarli in quel lasso di tempo. Questo è un antidoto potentissimo contro i ransomware più aggressivi, che spesso tentano di eliminare o cifrare anche i backup. In parallelo, Iperius offre il supporto nativo per unità a nastro (LTO) includendo la modalità WORM (Write Once Read Many): i dati scritti su tape WORM non possono essere alterati o sovrascritti, assicurando copie permanenti e non cancellabili. Inoltre, la strategia Iperius può essere configurata per realizzare backup “air-gapped”, ovvero archiviati off-line o comunque isolati dalla rete (ad esempio su unità rimuovibili disconnesse dopo il backup, o su nastri conservati off-site). Queste tecniche implementano concretamente quanto richiesto da NIS2 in termini di protezione dei backup: avere copie inaccessibili agli attaccanti, anche nel caso in cui la rete aziendale sia compromessa. Un backup immutabile/offline garantisce che, qualunque cosa accada al sistema di produzione, esisterà sempre una copia intatta dei dati da cui ripartire. Resilienza anti-ransomware significa proprio questo: eliminare ogni “single point of failure” e impedire al malware di avere l’ultima parola.
➤ Strategia di backup 3-2-1 e ridondanza garantita: Iperius incoraggia e semplifica l’adozione della best practice 3-2-1. La sua flessibilità di destinazioni consente di mantenere tre copie dei dati su supporti differenti con facilità. Ad esempio, con un unico piano di backup Iperius si possono creare una copia locale (es. disco USB), una copia su network storage e una su cloud, tutto in parallelo. Inoltre, il software permette versioning e retention avanzata: si possono conservare più versioni storiche dei file, evitando di sovrascrivere le copie buone con file corrotti o cifrati. Queste caratteristiche rispondono perfettamente al dettato NIS2 di avere backup completi e corretti, con adeguata ridondanza. In più, Iperius consente di verificare l’integrità dei backup (grazie a log dettagliati, checksum, e possibilità di test restore periodici mediante le funzionalità di restore integrate). Ciò aiuta a documentare gli esiti dei test e ad evidenziare eventuali problemi, come richiesto dalla normativa. In sintesi, con Iperius implementare una solida politica 3-2-1 non è un onere ma un processo automatizzato, monitorato e su misura delle proprie esigenze.
➤ Disk Image e disaster recovery istantaneo di macchine virtuali: In caso di incidente grave, la velocità di ripristino è tutto. Iperius offre funzionalità avanzate di backup a livello di immagine del disco e delle macchine virtuali, fondamentali per la Business Continuity. Il modulo Iperius Disk Image consente di creare un’immagine completa (block-level) dell’intero sistema, inclusi sistema operativo, applicazioni, configurazioni e dati. Questa immagine può essere duplicata su più destinazioni (anche cloud) e permette un bare-metal restore rapido: in caso di guasto totale di un server, si può ripristinare l’intero sistema su nuovo hardware (anche differente) in tempi ridottissimi, minimizzando il downtime. Analogamente, Iperius è compatibile con gli ambienti virtualizzati più diffusi (VMware vSphere, Microsoft Hyper-V, Proxmox, ecc.): è in grado di eseguire backup automatici delle VM a caldo, senza interrompere i servizi, e di ripristinare velocemente le macchine virtuali sia in loco che su host alternativi. Iperius supporta inoltre la replica forever-incremental di macchine virtuali VMware. Questo significa che, ad esempio, se un ransomware colpisce un server, è possibile avviare la VM di riserva su un altro host, ripristinando il servizio in pochi minuti (funzionalità di Instant VM Recovery). In caso di backup, il ripristino di una VM è comunque molto rapido e consente di tornare operativi con poche semplici mosse. Tali capacità di disaster recovery rispondono direttamente alle esigenze NIS2 di garantire la continuità operativa: il Business Continuity Plan può contare su RTO e RPO molto bassi grazie a backup immagine e repliche VM di Iperius. In pratica, i dati non solo sono salvi, ma le intere infrastrutture critiche possono essere rimesse in piedi rapidamente, contenendo l’impatto di qualsiasi incidente.
➤ Backup compressi e criptati (AES 256 bit): La sicurezza dei dati di backup non va trascurata – dopotutto, una falla sulle copie di riserva vanificherebbe l’utilità del backup stesso. Per questo Iperius integra meccanismi di crittografia avanzata AES a 256 bit sui file di backup. L’utente può impostare una password affinché ogni backup venga cifrato con algoritmo simmetrico a chiave forte: in caso di accesso non autorizzato ai supporti (es. un disco o account cloud rubato), i dati restano illeggibili. Ciò contribuisce alla conformità NIS2, che richiede di proteggere i backup con misure adeguate incluso l’uso della crittografia. Parallelamente, Iperius comprime i dati (formato Zip standard) ottimizzando lo spazio occupato e la velocità di trasferimento, senza però mai sacrificare l’integrità. L’uso congiunto di compressione e cifratura rende i backup più snelli e sicuri: si minimizza l’impatto su rete e storage, e si tutela la confidenzialità anche nel cloud pubblico. Vale la pena sottolineare che la crittografia di Iperius è facoltativa e configurabile granularmente: l’azienda può decidere quali dati criptare (ad esempio solo quelli sensibili o soggetti a GDPR) e gestire le chiavi in-house. In ogni caso, implementare una politica di encryption end-to-end per i backup eleva significativamente il livello di sicurezza generale, riducendo il rischio di data breach anche in scenari estremi.
➤ Nessun vendor lock-in (formati standard e accessibili): A differenza di alcune soluzioni enterprise che utilizzano formati proprietari difficilmente leggibili senza il software originale, Iperius adotta formati di salvataggio standard oppure documentati, assicurando la portabilità dei dati. Ad esempio, i backup file-level possono essere generati come archivi zip apribili con qualsiasi utility, o come copie speculari su file system. I backup delle macchine virtuali sono ottenuti come file VMDK/VHD/VHDX standard, così come le immagini disco Iperius possono essere montate come dischi virtuali. Questo significa che i dati salvati con Iperius restano sempre recuperabili, anche senza Iperius stesso. In contesti di audit o di emergenza, non si è legati a doppio filo a uno specifico vendor per accedere ai propri backup. Tale approccio “open” facilita la continuità operativa e la conformità: ad esempio, se domani l’azienda decidesse di migrare i dati su altra piattaforma, i backup di Iperius non rappresenteranno un ostacolo. Inoltre, l’assenza di lock-in è vantaggiosa ai fini NIS2 perché evita dipendenze critiche da terze parti: la Direttiva enfatizza la valutazione dei rischi lungo tutta la supply chain ICT, e avere i propri dati custoditi in un formato accessibile mitiga il rischio di inaccessibilità dei backup dovuta a problemi del fornitore (ad esempio cessazione del servizio o vulnerabilità nel software di backup stesso).
➤ Cloud Storage con data center europei certificati (GDPR e ISO 27001): Per le organizzazioni che desiderano una soluzione cloud integrata, Iperius offre Iperius Cloud Storage con server collocati in Europa (in particolare in Italia) presso data center certificati ISO/IEC 27001. Questo garantisce che i dati inviati in cloud rispettino pienamente requisiti di sovranità dei dati e compliance GDPR, oltre a beneficiare degli standard di sicurezza fisica e logica più elevati.

Un data center certificato ISO 27001 assicura processi rigorosi di gestione della sicurezza delle informazioni, controlli di accesso, monitoraggio 24/7 e piani di continuità operativa anch’essi verificati – elementi perfettamente in linea con l’intento di NIS2 di rafforzare l’intera filiera digitale. Usando il cloud di Iperius, le aziende hanno la certezza sulla localizzazione dei propri backup (nessun dato conservato fuori UE) e sulla loro protezione contro minacce e guasti. Inoltre, Iperius Cloud implementa nativamente ridondanza su più nodi e storage replicati, aggiungendo un ulteriore livello di resilienza. In uno scenario NIS2, questo significa poter sfruttare il cloud per le copie off-site con la tranquillità di essere conformi sia alla normativa europea sulla cybersecurity sia a quella sulla protezione dei dati personali. È un duplice vantaggio: sicurezza e conformità by design.
➤ Console RMM per monitoraggio remoto della sicurezza (backup, antivirus, ecc.): La suite Iperius include anche una potente console centralizzata (Iperius Console) con funzionalità RMM (Remote Monitoring & Management). Da un’unica dashboard, accessibile via web, l’IT manager può monitorare in tempo reale tutti i backup in corso sui vari dispositivi, verificare l’esito delle schedulazioni, ricevere alert immediati in caso di errori o problemi (anche mediante l’app dedicata) e generare report periodici sullo stato delle protezioni. Ma non solo: la console consente anche di tenere d’occhio altri aspetti della sicurezza endpoint, integrando ad esempio il controllo dell’antivirus e del firewall.

Questo strumento è cruciale per garantire la visibilità continuativa richiesta da NIS2: la normativa infatti presuppone un monitoraggio costante delle difese e una capacità di risposta rapida agli incidenti. Grazie a Iperius Console, l’azienda può attuare un vero presidio H24 sui propri backup e sistemi, con notifiche che permettono di intervenire subito se qualcosa non va (ad esempio un backup andato in errore o lo spazio su disco in esaurimento). Inoltre, la console funge da centro di controllo per la compliance: si possono documentare facilmente le politiche di backup attuate, le tempistiche e persino gestire in remoto configurazioni e aggiornamenti dei client Iperius. In ottica di audit NIS2, disporre di questa supervisione centralizzata facilita di molto sia il rispetto effettivo degli SLA di sicurezza, sia la dimostrazione formale di quanto fatto (es. reportistica da esibire in caso di controlli da parte delle autorità competenti). In breve, Iperius Console aiuta a trasformare il backup da processo tecnico a processo governato, integrato nel framework di sicurezza aziendale.
➤ Licenza perpetua e costi di conformità ridotti: A differenza di molte soluzioni enterprise che prevedono costosi abbonamenti annuali o volumetrici, Iperius adotta un modello di licenza perpetua: si acquista una volta e si può usare a tempo indeterminato. Gli aggiornamenti e il supporto possono essere rinnovati a costi molto contenuti, ma il software rimane funzionante senza obbligo di rinnovo. Questo approccio ha un impatto significativo sul TCO (Total Cost of Ownership) della soluzione di backup e, di riflesso, sui costi di adeguamento a NIS2. Molte PMI temono che la conformità alle nuove normative comporti spese onerose; Iperius invece consente di implementare tutte le misure di backup richieste senza gravare eccessivamente sul budget IT. Anche le edizioni più avanzate di Iperius (che includono funzioni come backup su cloud, su tape, immutabilità, console centralizzata, ecc.) sono proposte a prezzi abbordabili rispetto alla concorrenza, e soprattutto senza canoni ricorrenti. Ciò significa che anche le organizzazioni più piccole o con risorse limitate possono dotarsi degli strumenti per essere compliant a NIS2, col solo investimento iniziale. Vale la pena notare che, secondo alcuni studi, ostacoli economici e tecnici sono tra le cause per cui tante aziende rischiano di non rispettare le scadenze NIS2. Scegliendo Iperius, questo scoglio si abbassa sensibilmente: la conformità diventa un traguardo raggiungibile senza rivoluzioni costose dell’infrastruttura. In più, l’assenza di lock-in (come visto sopra) evita costi futuri nascosti di migrazione o uscita. Clicca qui per vedere i prezzi di Iperius Backup.
➤ Maggiore resilienza contro ransomware e minacce avanzate: Sommando tutti i punti precedenti, il beneficio finale è chiaro: con Iperius, l’azienda diventa più resiliente. Un attacco ransomware oggi non rappresenta più una catastrofe esistenziale, ma un inconveniente gestibile. I backup immutabili e off-site assicurano che i dati non possano essere cifrati o distrutti dall’attaccante; la strategia 3-2-1 garantisce che vi sia sempre almeno una copia recuperabile; la cifratura tutela dall’esfiltrazione di informazioni sensibili; i ripristini rapidi minimizzano i tempi di fermo dei servizi essenziali. In altre parole, l’organizzazione è in grado di assorbire l’urto di un incidente cyber e continuare a operare quasi senza interruzioni – che è esattamente lo scopo ultimo di NIS2. Anche altre minacce sono mitigate: un data breach può essere fronteggiato ripristinando rapidamente i sistemi puliti e avendo la certezza delle copie di integrità (grazie ai test periodici); un errore umano o guasto applicativo che corrompe dati può essere risolto tramite il recupero di versioni precedenti integre (in modo granulare, poichè Iperius supporta backup incrementali e differenziali). La continuità del business è salvaguardata a tutto tondo. Come evidenziato dai dati, investire in backup robusti riduce drasticamente gli impatti economici e reputazionali di qualsiasi attacco informatico.
Conslusioni
In conclusione, l’adeguamento alla Direttiva NIS2 non deve essere visto come un mero obbligo regolatorio, ma come un’occasione per rafforzare davvero la propria postura di sicurezza. Implementare soluzioni come Iperius significa proteggere il patrimonio digitale aziendale e assicurare la continuità operativa anche negli scenari più critici. Con Iperius, la conformità a NIS2 diventa un percorso naturale: non solo si spunta la casella della normativa, ma si adotta una strategia di cyber difesa proattiva che mette al sicuro il futuro dell’impresa. È un investimento in tranquillità operativa, fiducia dei clienti e longevità del business – in altre parole, l’essenza stessa della cybersicurezza resiliente promossa da NIS2.
Scarica e prova Iperius Backup: il tuo migliore alleato per backup e cybersecurity a norma di legge. Le minacce informatiche evolvono, ma con gli strumenti giusti e una visione strategica orientata alla continuità, ogni azienda può affrontarle con successo, trasformando la conformità normativa in un vantaggio competitivo.
Per qualsiasi domanda o dubbio in merito a questo articolo,
Contattaci